Aralia del Giappone
Fatsia japonica
Famiglia · Araliaceae
La Fatsia japonica cresce in ombra o come pianta d'appartamento, resiste al gelo fino a zona USDA 8: dove metterla, come annaffiarla, potarla e moltiplicarla.
Fatsia japonica
Scheda tecnica
- IrrigazioneModeratoInnaffia ogni 7 giorni
- Esposizione alla luceMezz'ombra
- Zona di rusticitàUSDA 8–10
Crescita
- Famiglia
- Araliaceae
- Ciclo
- Perenne
- Velocità di crescita
- 4/10
- Dimensione adulta
- 200–300 cm
- Larghezza
- 200–300 cm
- Fioritura
- Infiorescenze bianco-verdastre in autunno, seguite da bacche nere
- Moltiplicazione
- Talea
- Semina
Dormienzasempreverde, la crescita rallenta in inverno
Tempo di maturazionediversi anni per raggiungere il pieno sviluppo di 2-3 m
Terreno e clima
- Tolleranza alla siccità
- No
Tipi di terrenoterreno fertile che trattiene l'umidità, tollera un terreno più asciutto in ombra profonda
Luce e posizione
- Origine
- Corea del Sud e Giappone, incluse le isole Nansei-shoto
- Dove sistemarla
- stanza fresca vicino a una finestra luminosa ma senza sole diretto
- corridoio o tromba delle scale
- cortile ombreggiato e riparato
- aiuola esposta a nord o a est
- vaso capiente con drenaggio su una terrazza ombreggiata
- vaso da interno con mix ben drenante
Sicurezza
- Tossicità
- GattiSicura
- CaniSicura
- CavalliSicura
Dati:GBIF Backbone Taxonomy: Fatsia japonica Plants of the World Online (Kew): FatsiaRHS: come coltivare la FatsiaMissouri Botanical Garden Plant Finder: ASPCA: tossicità dell'Aralia del Giappon
Dove cresce
Distribuzione mondiale
Aralia del Giappone è nativa di 2 paesi: Corea del Sud e Giappone.GBIF registra 5827 identificazioni documentate in 41 paesi, con le maggiori concentrazioni in Giappone, Nuova Zelanda e Regno Unito.
- Corea del Sud
- Giappone
Punti dal giallo all'arancione: concentrazione di identificazioni documentate per paese. Paesi in verde: areale nativo con fonte. Fonte: GBIFAreale nativo secondo POWO (Kew).
Una Fatsia japonica appena invasata sembra già uscita da un sottobosco: foglie coriacee, grandi quanto una mano, divise in sette-nove lobi, abbastanza lucide da catturare la poca luce che arriva in un angolo ombreggiato. All'aperto, nei climi miti, diventa un vero arbusto architettonico, alto e largo 2-3 metri in poche stagioni; in casa, o ovunque gli inverni siano più rigidi, si ambienta bene in un vaso grande vicino a una finestra fresca e luminosa. La pianta chiede ombra piuttosto che sole, umidità costante piuttosto che siccità, e quasi nessuna potatura: per questo è diventata una presenza fissa nei cortili ombreggiati e nelle aiuole esposte a nord, dalla Gran Bretagna al Nordovest del Pacifico.
Origine e habitat
La Fatsia japonica è originaria della Corea del Sud e del Giappone, incluso l'arcipelago delle Nansei-shoto, dove cresce come arbusto di sottobosco nella foresta costiera subtropicale, secondo Plants of the World Online. Nel suo areale nativo può raggiungere le dimensioni di un piccolo albero, e le foglie ampie e profondamente lobate sono un adattamento per raccogliere luce sotto la copertura forestale piuttosto che stare in pieno sole. Quell'origine da sottobosco spiega quasi tutto il comportamento della pianta in coltivazione: vuole riparo, sole diretto filtrato o assente, e un terreno che non si asciughi mai del tutto.
Luce e posizione, dentro e fuori casa
All'aperto, colloca la Fatsia japonica in ombra parziale; tollera anche l'ombra profonda o il pieno sole, purché il terreno resti fertile e costantemente umido, secondo la guida di coltivazione della RHS. In pratica, un'aiuola esposta a nord o a est, un cortile ombreggiato o il lato nord di un muro funzionano meglio di un'aiuola aperta in pieno sole pomeridiano, dove le grandi foglie possono bruciarsi. Come pianta d'appartamento, il Missouri Botanical Garden consiglia ombra parziale o piena senza sole diretto prolungato in estate, con temperature fresche tra i 15 e i 21°C; un corridoio fresco, una tromba delle scale o una stanza esposta a nord le si addicono più di un soggiorno caldo e luminoso. Qualunque posto tu scelga, riparala dal vento forte, perché le foglie grandi e sottili si lacerano e imbruniscono ai bordi se sferzate di continuo.
Annaffiatura, terreno e concimazione
Annaffia regolarmente in primavera ed estate per mantenere il terreno uniformemente umido, poi riduci decisamente dall'autunno fino alla fine dell'inverno, quando la crescita rallenta, seguendo le indicazioni del Missouri Botanical Garden per le piante in vaso. Un terreno fertile che trattenga l'umidità è l'ideale all'aperto, anche se le piante ormai affermate tollerano un terreno più asciutto in ombra profonda; in casa, un terriccio ricco di sostanza organica e ben drenante svolge lo stesso compito. Concima leggermente solo durante la stagione di crescita. Un terreno troppo bagnato e mal drenato è la causa di fallimento più comune, più della sottoannaffiatura: le radici zuppe marciscono più in fretta di quanto danneggino la pianta pochi giorni di secco.
Rusticità e svernamento
La RHS descrive la Fatsia japonica come per lo più resistente al gelo, e il Missouri Botanical Garden la classifica rustica all'aperto nelle zone USDA da 8 a 10; a nord di quell'areale deve entrare in casa o essere coltivata stabilmente come pianta d'appartamento. Nelle zone limite, una posizione riparata contro un muro caldo, una pacciamatura spessa sulla zona radicale e un tessuto non tessuto sulla chioma durante i geli intensi porteranno una pianta ormai affermata attraverso inverni che altrimenti la danneggerebbero. Le piante in vaso che trascorrono l'estate all'aperto vanno spostate in un posto luminoso, fresco e al riparo dal gelo prima della prima forte gelata, perché un gelo improvviso danneggia molto di più una pianta che porta ancora la crescita estiva tenera e non indurita.
Potatura e forma
Le fatsie non hanno bisogno di potature di routine per crescere bene, e tagliarle è del tutto facoltativo. Quando poti, la RHS consiglia di eliminare i rami spogli, morti o danneggiati tra metà e fine primavera, una volta passato il rischio di gelate intense. Poiché il fascino della pianta è soprattutto architettonico, quella rosetta multi-fusto ampia e sciolta di foglie enormi, una potatura pesante per contenere le dimensioni tende a rovinarne la forma più che a migliorarla. Una pianta vecchia, spoglia alla base o danneggiata da un temporale, invece, risponde bene a una potatura drastica di rinnovo in primavera, ributtando facilmente dal legno vecchio.
Varietà variegate e compatte
Oltre alla specie tipo, tra le selezioni elencate dalla RHS ci sono 'Variegata', con foglie segnate di crema sulla punta dei lobi, e 'Spider's Web' (venduta anche come 'Tsumugi-shibori'), le cui foglie sono screziate e chiazzate di bianco in un motivo fine, simile a una ragnatela, invece di un margine pieno. Le forme variegate in genere vogliono un po' più luce della specie verde per mantenere la loro screziatura, perché l'ombra profonda le spinge a rinverdire, ma continuano comunque a bruciarsi in pieno sole. Per il resto si coltivano esattamente come la specie: stesso terreno, stessa annaffiatura, stesso riparo dal vento.
Fiori, bacche e moltiplicazione
Le piante mature producono in autunno infiorescenze tondeggianti bianco-verdastre sulla punta dei fusti, seguite da grappoli di piccole bacche nere che restano dalla fine dell'inverno fino all'inizio della primavera, secondo la RHS. Le bacche sono ornamentali, non commestibili, e di solito si lasciano agli uccelli. Per moltiplicare, prendi talee semilegnose lunghe circa 20 cm in primavera o estate, oppure raccogli e semina le bacche mature a fine inverno: entrambi i metodi sono consigliati dalla guida di coltivazione della RHS; le talee radicano più in fretta a una temperatura costante di 15-20°C.
Parassiti, malattie ed errori comuni
Fai attenzione ad afidi, cocciniglie farinose, cocciniglie a scudetto e ragnetti rossi, in particolare sulle piante coltivate in casa o in serra, e al marciume radicale nei terreni che restano zuppi d'acqua, come segnala il Missouri Botanical Garden. L'errore più comune è il contrario di quel che i coltivatori si aspetterebbero da una foglia grande e dall'aspetto tropicale: dare alla Fatsia japonica pieno sole estivo senza ombra, che brucia e scolorisce il fogliame invece di favorirne la crescita. Il secondo errore è piantarla in un punto esposto e ventoso, che sfilaccia i margini delle foglie; il terzo è considerare trascurata una pianta non potata, quando in realtà è un arbusto che si prende cura di sé quasi da solo, una volta collocato in ombra con un terreno costantemente umido.
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La Fatsia japonica è originaria del Giappone e della Corea del Sud. Tocca per rivelare ✓ Vero
La Fatsia japonica ha bisogno di pieno sole estivo senza ombra per prosperare. Tocca per rivelare ✕ Falso
La Fatsia japonica è tossica per cani e gatti. Tocca per rivelare ✕ Falso
La Fatsia japonica si può moltiplicare da talee semilegnose prelevate in primavera o estate. Tocca per rivelare ✓ Vero
La Fatsia japonica può crescere solo come pianta d'appartamento e non sopravvive mai all'aperto. Tocca per rivelare ✕ Falso
Fonti
Riferimenti consultati per questa guida
- GBIF Backbone Taxonomy: Fatsia japonica (Thunb.) Decne. & Planch.gbif.org
- Plants of the World Online (Kew): Fatsia japonica (Thunb.) Decne. & Planch.powo.science.kew.org
- RHS: come coltivare la Fatsiarhs.org.uk
- Missouri Botanical Garden Plant Finder: Fatsia japonicamissouribotanicalgarden.org
- ASPCA: tossicità dell'Aralia del Giappone per gli animaliaspca.org
- Scheda dell'entità : Wikipédiait.wikipedia.org

