Cespuglio degli elefanti
Portulacaria afra
Famiglia · Didiereaceae
Portulacaria afra: rusticità e dimensioni secondo RHS, annaffiature stagionali, terreno drenante, potatura a bonsai e propagazione per talea semilegnosa.
Portulacaria afra
Scheda tecnica
- IrrigazionePocoInnaffia ogni 14 giorni
- Esposizione alla luceSole parziale
Crescita
- Famiglia
- Didiereaceae
- Ciclo
- Perenne
- Velocità di crescita
- 3/10
- Dimensione adulta
- 150–250 cm
- Larghezza
- 100–150 cm
- Fioritura
- Piccoli fiori rosa pallido in gruppi estivi (RHS)
- Moltiplicazione
- Talea
Dormienzarallenta nettamente in inverno, mantenuta quasi asciutta
Tempo di maturazioneraggiunge la dimensione definitiva in 10-20 anni (RHS)
Terreno e clima
- Tipi di terreno
- terriccio franco o sabbioso ben drenato, substrato per cactacee/succulente
- Tolleranza alla siccità
- Sì
Luce e posizione
- Origine
- Africa australe e orientale (Kenya NO, Mozambico S fino al Sudafrica)
- Dove sistemarla
- la finestra più luminosa della casa
- veranda soleggiata
- posizione riparata esposta a sud o a ovest, solo nella stagione senza gelo
- vaso in terracotta o qualunque vaso con buon drenaggio
Sicurezza
- Tossicità
- Non valutata dall'ASPCA; tossicità non determinata
- Sicuro per gli animali
- No
Dati:Portulacaria afra Jacq., GBIF Backbone TPortulacaria afra Jacq., Plants of the WRHS
Dove cresce
Distribuzione mondiale
Cespuglio degli elefanti è nativa di 4 paesi: Eswatini, Kenya, Mozambico e Sudafrica.GBIF registra 4506 identificazioni documentate in 40 paesi, con le maggiori concentrazioni in Sudafrica, Italia e Spagna.
- Eswatini
- Kenya
- Mozambico
- Sudafrica
Punti dal giallo all'arancione: concentrazione di identificazioni documentate per paese. Paesi in verde: areale nativo con fonte. Fonte: GBIFAreale nativo secondo POWO (Kew).
Portulacaria afra, venduta quasi ovunque come cespuglio degli elefanti, è la succulenta dalle foglioline tonde e dai fusti rossastri che spesso viene scambiata per una pianta di giada in miniatura sullo scaffale del vivaio, anche se le due specie appartengono a famiglie botaniche completamente diverse. È una delle succulente legnose più facili da tenere in vita: i fusti spessi, carichi d'acqua, sopportano bene un'annaffiatura saltata, e una pianta lasciata asciutta per qualche settimana in genere perde solo qualche foglia invece di morire del tutto. Ciò che davvero la uccide è l'opposto, cioè terreno freddo e bagnato durante l'inverno, dato che l'RHS la considera rustica solo fino a 10-15°C e la tratta come pianta da stanza luminosa o da terrazzo riparato in estate, non come arbusto da giardino in clima temperato. Datele luce intensa, un terreno che drena rapidamente e una mano leggera con l'annaffiatoio, e la stessa talea arrivata come singolo fusto in un vasetto potrà diventare, nel giro di qualche anno, un piccolo albero fitto e compatto.
Da dove viene il cespuglio degli elefanti, e perché non è una pianta di giada
Il nome accettato da GBIF per questa specie è Portulacaria afra Jacq., collocata nella famiglia Didiereaceae, genere Portulacaria, ordine Caryophyllales. Plants of the World Online (Kew) indica come areale nativo il Kenya nord-occidentale e il Mozambico meridionale fino al Sudafrica, con il suo vero centro di diffusione nel Capo Orientale sudafricano, dove fitti popolamenti di cespuglio degli elefanti formano boscaglie brucate intensamente da elefanti, kudu e tartarughe, da cui deriva il nome comune. Nonostante la somiglianza, non è imparentata con la pianta di giada, Crassula ovata, che appartiene alla famiglia separata delle Crassulaceae. Il tratto distintivo sono le foglie: il cespuglio degli elefanti porta foglioline piccole, quasi rotonde, fittamente disposte lungo fusti sottili, filiformi e rossastri, mentre la pianta di giada ha foglie più grandi e appaiate su fusti più spessi e più verdi.
Luce e posizione
L'RHS colloca il cespuglio degli elefanti tra pieno sole e mezz'ombra, indicando come posizione di riferimento all'aperto un'esposizione a sud o a ovest, riparata. In casa, dategli la finestra più luminosa disponibile. Con poca luce i fusti si allungano e si assottigliano tra una foglia e l'altra, i nuovi getti perdono la sfumatura rossastra tipica dei fusti sani, e l'intera pianta si piega verso la fonte di luce invece di crescere dritta. Una pianta rimasta in casa tutto l'inverno trae beneficio da un passaggio graduale a luce più intensa in primavera, piuttosto che da un trasferimento improvviso all'aperto, perché il fogliame abituato a un ambiente in penombra può scottarsi se incontra troppo in fretta il sole diretto di mezzogiorno.
Annaffiature durante le stagioni
Le indicazioni RHS qui sono precise: annaffiare abbondantemente da metà primavera a metà autunno, poi mantenere il substrato quasi asciutto per il resto dell'anno. I fusti e le foglie carnose immagazzinano acqua a sufficienza per attraversare questo riposo secco senza stress evidente, quindi il rischio corre quasi interamente in una sola direzione. Un terreno che resta bagnato durante un inverno fresco è la causa più comune, in assoluto, di marciume di fusto e radici in questa specie, molto più spesso di quanto lo sia mai la carenza d'acqua. Durante la stagione di crescita, lasciate asciugare la superficie del substrato prima di annaffiare di nuovo, invece di seguire un calendario fisso, perché una pianta in una posizione calda e luminosa si asciuga più in fretta della stessa pianta tenuta in un ambiente più fresco.
Terreno e rinvaso
Le indicazioni RHS sul terreno parlano di terriccio franco o sabbioso, ben drenato, tollerante a condizioni acide, neutre o alcaline, il che in pratica significa che il cespuglio degli elefanti è molto più esigente sul drenaggio che sulla composizione esatta del substrato. Un terriccio standard per cactacee, oppure un terriccio universale senza torba arricchito con sabbia o pomice in più, funziona bene purché l'acqua in eccesso lasci rapidamente il vaso. Usate sempre un contenitore con foro di drenaggio. Poiché l'RHS registra un tempo per raggiungere l'altezza definitiva di 10-20 anni per una pianta adulta di 1,5-2,5 metri, il rinvaso resta un intervento occasionale, non annuale, necessario soprattutto quando le radici riempiono il vaso o quando i fusti, appesantiti in cima, iniziano a farlo ribaltare.
Potatura e formazione a bonsai
L'RHS colloca il cespuglio degli elefanti nel gruppo di potatura 1, il che significa che richiede poca potatura di routine per restare in salute, ma tollera bene tagli anche drastici, ed è proprio questo che lo rende un soggetto così amato per il bonsai e per le siepi modellate nei giardini senza gelo. Pizzicare le punte tenere dei fusti giovani forza la ramificazione più in basso e produce una pianta più densa e cespugliosa invece di pochi getti lunghi e spogli. Ogni fusto sano rimosso durante la formazione diventa subito una talea pronta all'uso, quindi potatura e propagazione tendono ad avvenire insieme su una pianta coltivata per il suo tronco e la sua struttura ramificata.
Propagazione per talea
L'RHS raccomanda talee semilegnose prelevate in primavera, radicate con calore di fondo. Prendete una talea lunga qualche centimetro, eliminate le foglie più basse e lasciate asciugare all'aria il taglio fino a formare un callo consistente prima di interrarla in un substrato drenante e ricco di sabbia. Tenete la talea piuttosto all'asciutto mentre radica, perché una ferita fresca in terreno umido è esposta al marciume prima che le radici abbiano il tempo di formarsi. Poiché i fusti radicano con grande facilità, il cespuglio degli elefanti è una delle succulente più semplici da propagare, anche partendo da un rametto spezzato per caso durante la manipolazione.
Protezione invernale, parassiti ed errori comuni
Con una classe di rusticità RHS H1B, il cespuglio degli elefanti può stare all'aperto solo nei mesi più caldi e va protetto non appena le temperature scendono verso 10-15°C, poiché non ha alcuna tolleranza significativa al freddo, tanto meno al gelo. In clima temperato, questo significa spostare la pianta in vaso in una stanza luminosa, in veranda o in serra riscaldata ben prima delle prime notti autunnali fresche. L'RHS segnala che può sviluppare cocciniglie, visibili come piccole escrescenze marroni immobili lungo i fusti, ma per il resto è generalmente esente da malattie, quindi conviene controllare i fusti di tanto in tanto invece di considerare la pianta priva di manutenzione. I due errori che causano più perdite sono annaffiare in inverno con lo stesso ritmo generoso della stagione di crescita, e lasciare la pianta troppo in penombra troppo a lungo, condizione che produce la crescita allungata, pallida e disordinata che nessuna esposizione al sole successiva riesce a correggere del tutto.
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Il cespuglio degli elefanti e la pianta di giada, Crassula ovata, appartengono alla stessa famiglia botanica. Tocca per rivelare ✕ Falso
Secondo l'RHS, il cespuglio degli elefanti va annaffiato abbondantemente da metà primavera a metà autunno e tenuto molto più asciutto il resto dell'anno. Tocca per rivelare ✓ Vero
L'RHS considera il cespuglio degli elefanti abbastanza rustico da sopravvivere all'aperto a un forte gelo invernale. Tocca per rivelare ✕ Falso
Il cespuglio degli elefanti si propaga di solito per talee di fusto semilegnose, spesso radicate con calore di fondo in primavera. Tocca per rivelare ✓ Vero
Portulacaria afra è originaria solo del Capo Orientale sudafricano e non cresce spontanea altrove. Tocca per rivelare ✕ Falso
Fonti
Riferimenti consultati per questa guida
- Portulacaria afra Jacq., GBIF Backbone Taxonomygbif.org
- Portulacaria afra Jacq., Plants of the World Online (Kew)powo.science.kew.org
- RHS - Portulacaria afra (elephant bush)rhs.org.uk
- Scheda dell'entità : Wikipédiait.wikipedia.org

